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Preimplantation genetic testing: comparative analysis of jurisprudential regulations

ABSTRACT
Preimplantation genetic testing (PGT) is used to screen for genetic diseases or chromosomal abnormalities in couples at risk of transmission to the offspring. It can be applied also to determine the gender or phenotypical features of the unborn and to type the Human Leucocyte Antigen (HLA), in order to search for future potential stem cell or bone marrow donors.
Aim of this review is to provide a comprehensive description of Italian jurisprudential approach on PGT, and in addition, to compare the jurisprudential orientation of other nations of West Europe and USA. PGT is allowed for almost any indication in some countries (United Kingdom and USA), but is forbidden in others (Austria). In the majority of countries PGT is authorized to prevent the transmission of genetic diseases, being considered unacceptable for gender selection for non-medical reasons.
Less frequently, PGT is allowed to provide therapeutic options for an already born sibling. In some cases, prior authorization from a health authority or a healthcare provider is requested.
Social, healthcare and ethical issues underpin the request for PGT. Given the difficulty to identify a list of genetic diseases for which could be authorized the access to PGT, the European Society of Human Reproduction and Embriology (ESHRE) proposes to limit such test to cases characterized by a “high risk of a serious condition”. In such a framework, it has been proposed that the access to PGT is allowed through a prior in-depth meeting between the couple and a multidisciplinary equipe of healthcare professionals (obstetrician, geneticist, psychologist, expert in bioethics, legal-medicine specialist) to
evaluate the medical, but also juridical and ethical acceptability of the request.

SOMMARIO
La diagnosi genetica pre-impianto (PGT) è utilizzata per lo screening di malattie genetiche o di anomalie cromosomiche in coppie a rischio di trasmetterle alla prole. Essa può essere utilizzata anche per determinare il sesso e le caratteristiche fenotipiche del nascituro o per la tipizzazione del sistema di istocompatibilità (HLA) così da ottenere futuri potenziali donatori di cellule staminali o di midollo osseo. Scopo di questa review è di fornire un’ampia descrizione dell’orientamento giurisprudenziale italiano in materia di PGT, ed inoltre di analizzare in maniera comparata l’approccio legislativo di altre nazioni dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti. Accanto a Paesi in cui la PGT è ammessa pressoché per qualsiasi finalità (Regno Unito e USA), in altri è vietata (Austria). Nella maggior parte dei Paesi europei la PGT è autorizzata per prevenire la trasmissione di malattie genetiche, essendo invece ritenuta inaccettabile la selezione del sesso per finalità non mediche. Meno frequentemente la PGT è autorizzata nell’interesse terapeutico di un bambino già nato. In taluni casi è richiesta la preventiva autorizzazione di un’autorità sanitaria o una attestazione medica. Problematiche di natura socio-sanitaria ed etica sottendono il ricorso alla PGT. Data la difficoltà di individuare una lista di malattie genetiche per le quali vada considerato autorizzabile il ricorso alla PGT, la Società Europea di Riproduzione Umana e Embriologia (ESHRE) propone di limitare tale metodica ai casi caratterizzati da un “alto rischio di un disturbo grave”. In tale contesto, è proposto che l’acceso alla PGT avvenga attraverso un preventivo approfondito colloquio tra la coppia ed un’equipe di professionisti sanitari (ostetrico-ginecologo, genetista, psicologo, bioeticista e medico-legale) al fine di valutare l’ammissibilità medica, ma anche giuridica ed etica della richiesta.

Table of Content: Vol. 32 (No. 4) 2020 December

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