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Dystocia in labour: diagnosis, management and culture of Italian midwives

ABSTRACT
Objective. Dystocia in labour is the most common indication for primary caesarean sections. We have investigated how Italian midwives are informed and aware of the diagnosis of dystocia in labour, which strategies they implement and how their culture can affect clinical decisions.
Methods. Purpose-built questionnaire using convenience sampling on a voluntary basis. The research was carried out on a population of Italian midwives. The questionnaire was divided into three macro-areas: socio-demographic information; a clinical case with decision questions; operators’ knowledge and clinical choices.
Results. 300 questionnaires were collected, and 289 were analysed. 60% of midwives would have not diagnosed active labour before 6 cm of dilation and would have adopted conservative management. 81% would adopt methods such as change of maternal posture, movement, and emotional support to solve dystocia rather than oxytocin and artificial rupture of membranes. 76% is aware that there is no single definition of dystocia, 80% do not know the definition of latent phase. The discussion on dystocia is rarely addressed in a context such as an audit.
Conclusions. Culture considered as experience, knowledge, and work context, could affect clinical practice. Most midwives showed interest in the subject by tackling it with a view that was mainly physiological. The need for training and structured discussion meetings is, in any case, important.

SOMMARIO
Obiettivo. La distocia in travaglio è la più comune indicazione al taglio cesareo primario. Abbiamo indagato quanto le ostetriche italiane siano informate e consapevoli della diagnosi di distocia in travaglio, quali strategie gestionali mettano in atto e quanto la loro cultura possa influenzare le decisioni cliniche.
Metodi. Indagine conoscitiva mediante questionario costruito ad hoc utilizzando un campionamento di convenienza su base volontaria. La ricerca è stata condotta su una popolazione di ostetriche. Il questionario è stato suddiviso in tre macro aree: informazioni socio-demografiche; caso clinico con domande decisionali; conoscenze degli operatori e loro scelte cliniche.
Risultati. Sono stati raccolti 300 questionari e ne sono stati analizzati 289. Il 60% delle ostetriche non avrebbe fatto diagnosi di travaglio attivo prima dei 6 cm di dilatazione e avrebbe adottato un management di attesa. L’81% adotterebbe metodi come il cambio di postura, il movimento e il supporto emotivo per la risoluzione della distocia a sfavore dell’ossitocina e dell’amnioressi. Il 76% è consapevole che non vi sia una definizione univoca di distocia, l’80% non conosce la definizione di fase latente. La discussione sulla distocia è raramente affrontata in un contesto come l’audit.
Conclusioni. La cultura intesa come esperienza, conoscenza e contesto lavorativo potrebbe influenzare la pratica clinica. La gran parte delle ostetriche ha mostrato interesse verso la tematica affrontandola in un’ottica prevalentemente di normalità. È comunque rilevante il bisogno di formazione e la necessità di incontri di discussione strutturati.

Table of Content: Vol. 33 (No. 1) 2021 March

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